Affidamento condiviso: risarcimento del danno per le mancate visite ai figli

Le pesanti conseguenze sul genitore collocatario del mancato rispetto del regime di visita previsto per l’altro.

Vi chiedo un’opinione:  sono separata  da un anno, il Giudice ha disposto l’affidamento condiviso con la collocazione presso di me dei figli e stabilito un assegno mensile di contributo al loro mantenimento, ed un calendario di visite che prevede che per due pomeriggi comprensivi della cena a settimana oltre un fine settimana alternato i bambini frequentino il padre. Il mio ex paga regolamente gli assegni tuttavia non rispetta le visite e praticamente non vede i figli se non per qualche ora al mese. Posso chiedere un risarcimento per questo?

Concordo pienamente. Troppo spesso, anche con l’involontario ausilio delle lungaggini giudiziarie, il non corretto o addirittura omesso rispetto dei periodi di visita previsti per il genitore non collocatario rimangono sotto traccia e senza sanzione.

Nella determinazione del contributo previsto dall’art. 277 cod. civ., in tema di mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, la regola dell’affidamento condiviso a entrambi i genitori ai sensi dell’art. 155 cod. civ., non implica deroga al principio secondo il quale ciascun genitore deve provvedere alla soddisfazione dei bisogni dei figli in misura proporzionale al suo reddito. In applicazione di essa, pertanto, il giudice deve disporre, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico che, in caso di collocamento prevalente presso un genitore, va posto a carico del genitore non collocatario, prevedendone lo stesso art. 155 la determinazione in relazione ai tempi di permanenza del figlio presso ciascun genitore. “ Cass. Civile 04/11/2010 n.22502

L’esercizio del diritto di visita del genitore non affidatario non è solo facoltà ma anche dovere, da inquadrare nella “solidarietà degli oneri verso i figli” degli ex-coniugi.” Cass. Civile 08/02/2000 n.1365.

In giurisprudenza si è in vario modo affermato nel tempo il principio per il quale ove sia acclarabile una vera e propria sottrazione al diritto visita o comunque una significativa menomazione dello stesso da parte di uno dei genitori, a danno dei figli aggravando del corrispondente onere l’altro genitore affidatario/collocatario, non vi sia altro rimedio possibile se non un risarcimento economico, tale da poter dare almeno parziale ristoro al genitore che deve sopperire nell’attendere le necessità dei figli alla cronica assenza dell’altro, sia con il dispendio delle proprie energie psicofisiche, sia con il sacrificio di qualsiasi forma di vita privata, ed infine con il maggior esborso in concreto per sostenere la prole. E’ poi fuori contestazione in materia di affido condiviso, che durante i previsti periodi di visita dei figli presso il genitore non collocatario quest’ultimo provveda al mantenimento diretto degli stessi.

E’ emerso in corso di causa (comparsa di risposta Petrone pag. 6-7-8), senza necessità di istruttoria orale sul punto, vista la sostanziale non contestazione dell’assunto, che per il periodo considerato i tempi di permanenza dei figli presso padre sono stati nulli.

Non si vuole giudicare nessuno ma un genitore avrebbe il dovere di conquistare il rapporto con i figli in special modoe in queste situazioni di dissoluzione della famiglia originaria. Non si può seriamente pernsare di “cartolarizzare”  senza conseguenze giuridiche il diritto-dovere di relazionarsi e di passare costruttivamente del tempo con i propri figli, tramite il solo pagamento del contributo al mantenimento fissato in sentenza di separazione, che per sua natura non  è a ciò destinato.

In casi come quello in esame il sostentamento economico, psicologico e morale dei figli sarà totalmente a carico del genitore collocatario anche per i periodi di visita di competenza dell’altro coniuge, rimasti un puro dato formale, lettera morta all’interno del provvedimento separazione.

Dove non arriva il buon senso deve però porre rimedio l’ordinamento giuridico con la sua sanzione. In tal senso è palese che il contributo economico versato dalla controparte non sia rispettoso delle determinazioni del provvedimento di separazione ed il mancato mantenimento diretto del coniuge non collocatario in favore dei figli per i previsti periodi di visita pesi  a solo danno della moglie. La predetta situazione rappresenta senz’altro, nel contesto dei rapporti economici della separazione, ingiustificato arricchimento del padre a tutto danno della madre quale ha visto ulteriormente appesantirsi il proprio bilancio e la possibilità di soddisfare le esigenze dei figli ad esclusiva causa del comportamento di controparte.

Costituisce ormai dato acquisito sia in giurisprudenza che in dottrina il fatto che le statuizioni in punto visita si configurino quale diritto per la prole, mentre rispetto al genitore al quale esse si indirizzano sono da qualificarsi come eminente dovere. La regolamentazione degli incontri tende alla obiettiva realizzazione dell’interesse dei figli, cui il mancato soddisfacimento può originare una responsabilità a carico del genitore inadempiente per la lesione, ad esempio, del diritto di ricevere, da ambo i genitori, l’educazione e l’assistenza morale.

Ma nel contempo, tale condotta, da luogo a responsabilità per un danno indennitario patrimoniale nei confronti dell’altro coniuge, in quanto espressione della violazione del dovere di solidarietà tra i coniugi nell’adempimento degli oneri riguardanti i figli.  In  questa direzione  si è affermato che “nell’ipotesi di separazione personale dei coniugi, il genitore non affidatario, oltre che il diritto, ha, al tempo stesso, di dovere/obbligo, categorico e primario, di visitare i figli e permanere con essi anche nei periodi di regola coincidenti con le vacanze e con le festività, nei quali i figli stessi hanno il diritto di permanere con il genitore non affidatario per un, più o meno lungo, lasso continuativo di tempo”(Trib. Catania , 2 luglio 1991, in Dir.Fam, 1991, 682). Con queste premesse è da reputarsi valido il principio generale massimato dalla stessa Suprema Corte, con la decisione n.1365 del 08.02.2000 che ho citato all’inizio, che evidenzia e ribadisce i concetti sopra enucleati ammettendo la risarcibilità del danno patrimoniale arrecato al genitore affidatario per le mancate visite, in termini di maggior onere economico su di esso gravante a causa della pratica assenza dell’altro rispetto all’ottemperanza del diritto dovere di visita stabilito. (si veda in proposito anche Trib Brindisi 30 ottobre 2001 in Giur. Di merito, 2002, 391)

Non passi in secondo piano la lesione della sfera di libertà che patisce il coniuge collocatario che, di fronte all’inconsistente presenza dell’altro genitore, non può godere di un solo giorno di vacanza ovvero riposo con riferimento al, pur amorevolmente svolto,  ruolo materno.

Concludendo il mio consiglio per chi si avvicina ad una separazione con affido condiviso e collocazione prevalente presso uno solo dei genitori è quella di richiedere al Giudice, o di concordare con l’ex partner nelle varie istanze consensuali oggi esistenti, una regolametazione in punto visite molto precisa (evitando le diciture “a seconda della disponibilità dei genitori…. compatibilmente con gli impegni lavoro… etc che danno origine a molti equivoci circa l’imputabilità al coniuge non collocatario delle mancate visite) . Ove ragioni obiettive impediscano di mantenere fete al calendario visite – ad esmepio per motivi di lavoro- ci sarà sempre la possibilità, anche ad iniziativa congiunta, di adeguare il regime di visite alle modificate esigenze.

Una volta che i genitori hanno (o si sono dati)  la loro regola, il mancato rispetto di questa sarà meglio perseguibile in una causa civile e così il danno patito in termini economici per l’omesso mantenimento diretto da parte dell’inadempiente, oltre che naturalmente il conseguente diritto ad ottenere un adeguamento giudiziale per l’avvenire dell’importo degli assegni.

Avv. Andrea FucciArticolo scritto da Avv. Andrea Fucci (135 Posts)

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;


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