Responsabilità sportiva e risarcimento del danno da infortunio

Durante una competizione ciclistica un concorrente mi ha tagliato la strada, sono caduto e rimasto ferito, posso chiedere i danni?

In primis occorre chiedersi se l’incidente sia avvenuto in contesto amatoriale o agonistico. Nel primo caso la responsabilità per danni verrà valutata secondo le regole ordinarie dell’art. 2043 c.c, l’imprudenza o imperizia del danneggiante saranno fatali e dovrà risarcire. Nel secondo caso l’interpretazione in giurisprudenza della condotta in ambito sportivo è orientata anche al rapporto con i regolamenti delle singole federazioni. Concetti cardine sono il rispetto delle c.d. regole tecniche e il rischio sportivo. Dunque rispettando le regole di quello sport l’atleta non sarà punibile essendo la condotta coerente con il grado normale di rischio insito in una specifica disciplina sportiva. Ma non sempre la violazione delle regole comporta la punibilità avendo riguardo al collegamento funzionale tra l’azione e la finalità del gioco o dello sport. “Qualora tale collegamento sia comprovato, il danneggiante sarà esente da responsabilità anche in caso di violazione delle regole tecniche dello sport, sempre che non sia stato impiegato un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello stesso in riferimento al contesto ambientale nel quale l’attività sportiva si svolge in concreto e alla qualità delle persone che vi partecipano” (Cass. n. 12012/2002). Un altro elemento che può “scriminare” l’autore del danno è c.d. rischio sportivo, ossia la tacita accettazione dell’atleta danneggiato di essere esposto, in misura più o meno ampia a seconda dell’attività, ad un evento potenzialmente dannoso. Se dunque la condotta del ciclista si colloca al di fuori delle regole e della finalità dello sport concretizzando un rischio superiore a quello accettato dagli altri partecipanti, sarà passibile di condanna al risarcimento secondo una attenta valutazione del giudice da farsi caso per caso.

Avv. Andrea Fucci
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Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;

1 Commento

  1. Da uomo della strada, non ritengo che un esposto, sia un atto dovuto.Solo altrove, sentiamo dire : LA PROCURA, HA APERTO UN FASCICOLO ??? Qui a Peggio, quando lo avete sentito dire, l”ultima volta ??? Se deposito un ESPOSTO, ritengo che dalla condotta di qualcuno, possano essere rilevati dalla Procura, ipotesi di reato o profili penalmente rilevanti. Ciò premesso, ritengo non abbia senso presentate un esposto, ritenendo la condotta delle parti, integerrima !

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