PICCOLA GUIDA AL GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

NON SI DEVE RINUNCIARE ALLA TUTELA DEI  PROPRI DIRITTI SOLO PER PROBLEMI DI CARATTERE ECONOMICO.

Ancora troppo spesso i cittadini con un reddito basso o nullo ignorano la possibilità di difendersi o di tutelare un proprio diritto con il patrocinio a spese dello stato (meglio conosciuto come gratuito patrocinio) ove ne abbiano la reale necessità  e vi sia un principio di fondatezza. Senza pretesa di completezza assoluta questo post  dal taglio pratico si propone di dare qualche delucidazione in più a chi si trovasse nel bisogno di assistenza legale e voglia accedere al beneficio. Verrà dedicata particolare attenzione alle cause di diritto civile essendo l’area della maggior parte degli argomenti trattati dal blog.

patrociniograt

 

  1.   COS’E’ E PERCHE’ ESISTE: Occorre leggere il terzo comma dell’art. 24 della Costituzione per capire l’origine dell’istituto: “Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.” Dunque lo Stato predispone un sistema che permette, valutati una serie di requisiti di reddito e di non manifesta infondatezza dei diritti da tutelare,  l’accesso alla tutela giudiziaria anche ai meno fortunati con redditi bassi o nulli.
  2.  COSA NON E’: equivoco ricorrente, tra gli utenti di servizi e di  prestazione di assistenza legale, è quello tra il patrocinio gratuito e l’istituto della difesa d’ufficio. I due concetti non hanno alcun legame tra di loro e non vanno assolutamente confusi. Il difensore d’ufficio  è un Avvocato nominato dallo Stato che difende l’imputato non ancora provvisto di difensore di fiducia, al fine di garantire il diritto di difesa tecnica in ogni processo penale. Il difensore d’ufficio deve essere comunque  retribuito dall’imputato, e non dallo Stato, dunque, con buona pace di chi si ostina a confondere gli istituti, il patrocinio a spese dello stato, o gratuito patrocinio,  è cosa ben differente ed ha come parametro di accesso principale il reddito, mentre nella difesa d’ufficio questo dato è del tutto ininfluente.
  3.  QUALI CAUSE RIGUARDA: In generale il gratuito patrocinio riguarda  le cause  civili, penali, amministrative, la volontaria giurisdizione, il giudizio amministrativo, contabile e tributario. Di riflesso con il gratuito patrocinio ci si può difendere o si può agire davanti al Giudice di Pace, al Tribunale, alle Corti d’Appello, alla Corte di Cassazione, ai magistrati e ai Tribunali di Sorveglianza, ai Tribunali Amministrativi Regionali, al Consiglio di Stato, alle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali e alla Corte dei Conti.
  4. COME CI SI AVVICINA AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI PRATICI: Prima di passare all’esame dei vari aspetti  del beneficio mi preme  anteporre quello che nell’esperienza di tutti i giorni accade spesso quando un cliente si trova nella situazione di reddito tale da avere facoltà di richiedere il patrocinio gratuito. Occorre sottolineare come, nonostante la gratuità dell’assistenza legale in tal modo ottenuta, non tutti sanno che la legge consente la libera scelta dell’Avvocato tra quelli  dichiaratisi disponibili ed inseriti nella lista apposita tenuta dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza, sia questi un Avvocato appartenente all’Ordine del Distretto di Corte d’Appello  in cui va fatta la causa, sia che appartenga ad un Ordine al di fuori del distretto (in tal caso lo Stato non si fa carico delle eventuali spese di trasferta che il professionista dovesse sostenere per adempiere il mandato).  Dunque, in questi limiti, l’utente potrà scegliere il professionista che più l’aggrada. Nell’esperienza professionale, perlomeno in quella che posso riportare avendo seguito diversi casi di gratuito patrocinio in ambito di cause civili, il cliente che si rivolge allo studio fa presente la propria situazione  e l’Avvocato, specie se iscritto nella apposita lista tenuta presso la segreteria del Consiglio dell’Ordine di appartenenza, da le prime delucidazioni sull’istituto e sui requisiti di reddito, informa della possibilità di scegliere un Avvocato tra quelli iscritti nel predetto elenco. L’Avvocato prescelto è d’ausilio all’interessato anche nella compilazione della domanda (attività spesso non semplicissima per un comune cittadino viste le molte valutazioni fatte dal Consiglio dell’Ordine competente  sulla domanda stessa) e sull’indicazione dei documenti necessari ad istruire la medesima. E’ molto spesso l’Avvocato stesso – che a questo punto viene designato direttamente nella domanda dall’istante –  a presentare poi la domanda  sottoscritta dal cliente al Consiglio dell’Ordine per il vaglio definitivo, il cui esito viene anticipato via Pec al professionista e comunque inviato anche e direttamente a mezzo posta all’interessato. Dunque molte volte, se si ha già un professionista di fiducia che sia iscritto nell’elenco territoriale degli Avvocati disponibili al patrocinio a spese dello Stato ci si rivolge direttamente a questo per tutto il necessario. In altri casi l’interessato, in cerca di prima informazione, può rivolgersi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competente dove riceverà tutte le informazioni relative e dove potrà, una volta ammesso al beneficio, scegliere liberamente l’Avvocato tra quelli presenti in elenco.
  5. FOCUS SUL ALCUNI ESEMPI DI CAUSE CIVILI IN CUI CI SI PUE’ AVVALERE DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: come detto con il patrocinio a spese dello stato (gratuito patrocinio) è possibile sia agire sia difendersi qualora si rientri nei limiti di reddito di cui si vedrà più oltre. Quindi se si deve avviare una separazione (consensuale o giudiziale che sia) un divorzio (congiunto o contenzioso che sia), recuperare un credito, avviare una causa di Lavoro, difendersi da uno sfratto che si reputa ingiusto, avviare o difendersi in una divisione giudiziale, agire o difendersi contro l’assicurazione o il danneggiante in caso di sinistro stradale, avviare una causa di risarcimento del danno difendere il possesso o la proprietà da usurpazioni di terzi con un’azione possessoria o petitoria. Insomma in generale quando davanti alle giurisdizioni civili è richiesta l’assistenza di un legale è possibile fare ricorso al beneficio del gratuito patrocinio. Allo stesso modo davanti agli Organismi di Mediazione, nelle materie in cui la fase di mediazione è obbligatoria, ci si può avvalere della gratuità dell’assistenza dell’Avvocato (obbligatoria nella mediazione) entro gli stessi limiti.
  6. CHI PUO’ OTTENERE IL BENEFICIO : Per accedere al gratuito patrocinio nelle cause civili occorre essere cittadino italiano, o straniero  in regola con le norme sul soggiorno,  sono ammessi anche gli  apolidi (persone che, avendo perduto la cittadinanza di origine e non avendone assunta alcun’altra, non sono cittadini di alcuno stato).
  7. IL LIMITE DI REDDITO: Chi intende richiedere il beneficio  non deve avere redditi la cui somma  superi l’importo di €11.528,41 (importo aggiorna ogni due anni con D.M. del Ministero della Giustizia, al momento della redazione di questo post si fa riferimento al D.M. del 01/04/2014, terrò stabilmente aggiornata la pagina ed il relativo limite vigente). Vengono considerati a tal fine tutti i redditi imponibili ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) percepiti nell’ultimo anno, come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione, il reddito da lavoro autonomo, oltre ai redditi esenti dall’Irpef (come ad esempio l’ indennità di accompagnamento) o assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva. Se l’interessato convive con il coniuge o compagno o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.
  8. CASI DI ESCLUSIONE: L’ammissione può essere richiesta all’inizio e comunque in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Se si perde la causa non si gode del  beneficio per proporre Appello o comunque impugnazione.
  9. QUALI SPESE LEGALI NON SONO COPERTE DAL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO:l’ammissione al gratuito patrocinio nel processo civile, la cui istituzione è prevista dall’art. 74 comma 2 d.P.R. d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, non comporta che siano a carico dello Stato le spese che l’assistito dal beneficio sia condannato a pagare all’altra parte risultata vittoriosa, perché “gli onorari e le spese” di cui all’art. 131 d.P.R. cit. sono solo quelli dovuti al difensore della parte ammessa al beneficio, che lo Stato, sostituendosi alla stessa parte — in considerazione delle sue precarie condizioni economiche e della non manifesta infondatezza delle relative pretese — si impegna ad anticipare.
  10. A CHI RIVOLGERE LA DOMANDA: La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente in base luogo dove ha sede l’Ufficio giudiziario competente a conoscere del merito della causa se questa è ancora da iniziare ,  rispetto al luogo dove ha sede l’Ufficio Giudiziario davanti al quale è in corso il processo per le cause già pendenti;in base al luogo dove ha sede il Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione (come accennato più sopra se si ha già un’idea dell’Avvocato che si intende incaricare è possibile normalmente fissare un appuntamento direttamente nello studio di quest’ultimo che aiuterà ad instradare la pratica) . Nelle varie segreterie dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati sono in distribuzione i moduli  di domanda che, a parte lievi differenze tra una modulistica e l’altra, devono contenere la richiesta di ammissione al patrocinio, le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare, l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda sotto forma di autocertificazione (è bene sapere che taluna modulistica – penso a quella in uso presso l’Ordine di Torino, prevede anche l’indicazione di redditi non ufficiali provenienti da qualsiasi attività o cespite e l’indicazione dei propri possedimenti mobiliari come conti correnti, titoli, automobili etc., al fine di una migliore valutazione del caso), l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio se trattasi di causa già pendente la data della prossima udienza generalità e residenza della controparte ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere prove (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc. da allegare in copia).
  11. LA VALUTAZIONE DELLA DOMANDA: il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda valuta la fondatezza delle pretese da far valere e se ricorrono le condizioni per l’ammissibilità, emette entro un breve termine –  solitamente  attorno ai 10 giorni dalla presentazione  -un provvedimento che può essere di accoglimento della domanda, di non ammissibilità della domanda,  di rigetto della domanda. In caso di esito negativo della domanda l’istante potrà proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto. In caso invece la decisione da parte del Consiglio dell’Ordine non pervenga entro termini ragionevoli, l’interessato può inviare una nota al Consiglio dell’Ordine stesso e per conoscenza al Ministero della Giustizia – Dipartimento Affari di Giustizia – Direzione Generale della Giustizia Civile- Ufficio III.

Concludendo il patrocinio a spese dello stato è un valido supporto che garantisce fruibilità della Giustizia e soprattutto di assistenza tecnica adeguata anche a chi non potrebbe permettersela e – per questa ragione – spesso rinuncia alla tutela dei propri fondati diritti per paura delle spese legali. L’invito per queste persone è di rivolgersi ad un professionista inserito negli appositi elenchi o direttamente al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati più vicino ed esporre la propria vicenda per sapere se possono beneficiare dell’assistenza gratuita.

Avv. Andrea FucciArticolo scritto da Avv. Andrea Fucci (144 Posts)

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;


Avv. Andrea Fucci
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Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;

2 Commenti

  1. Gentile Avvocato, vorrei sapere se posso rivolgermi al gratuito patrocinio per una divisione giudiziale di un immobile in comproprietà con i miei fratelli,in quanto loro si oppongono alla vendita e alla donazione ed io non riesco più a sostenere le spese imu e tasi come seconda casa. Il mio reddito da lavoro è di circa 22.000 € annui e inoltre possiedo la casa in cui abito con mia figlia la quale studia e nn ha reddito. Grazie mille

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