Quando la badante lascia e fa la causa per le differenze retributive

pillbrown
Salve gentile Avvocato, mio padre ha da poco ricevuto la notifica del Tribunale per una presunta morosità di oltre 6000 euro relativo agli importi che dovrebbe versare alla badante che era stata regolarizzata dopo qualche mese di lavoro, e che se ne è andata spontaneamente a marzo, ma che poi le ha fatto causa.
Ovviamente il conto tiene conto di tutto di più, tipo :
. tutte le ferie non godute ( 2 settimane invece le ha prese )
. lavoro e maggiorazione per festività , peraltro mai lavorate ;
. calcolo su tutti gli 8 mesi che ha lavorato ( se ne è andata senza preavviso lasciandoci in difficoltà )
Ovviamente non si tiene conto degli innumerevoli negligenze durante il lavoro e che l’accordo iniziale era stato di 700 euro al mese in quanto le condizioni economiche di mio padre, che percepisce solo una pensione di reversibilità, non permettevano altro. Alla badante all’inizio stava bene tutto perchè le stava scadendo il permesso di soggiorno.
A tale proposito, mi chiedo, : la badante ha accettato il contratto adesso perché ci sta chiedendo questi soldi ?
Inoltre nel ricorso si elenca una lista di testimoni stranieri che noi non abbiamo mai visto e mai sono stati a casa di mio padre.
Ma possibile che dobbiamo sottostare al ricatto di questa persona che non rispetta il contratto addirittura iniziando una causa?


Caro visitatore , queste cause vengono iniziate ben consci del favor che la legge e la giurisprudenza riconoscono di solito al lavoratore. Nel suo caso mi pare chiaro, pur senza poter analizzare il ricorso che ha ricevuto, che le differenze retributive più ingenti si riferiscano al periodo lavorativo non regolarizzato. In proposito, senza poter esaminare gli atti, posso solo dirLe che la badante dovrà provare in Giudizio tutte le pretese di cui fa conteggio in ricorso. In tal senso è previsto, a livello procedurale, che incombe sul lavoratore l’onere della prova in causa circa la durata effettiva del rapporto lavorativo, l’orario di lavoro, le presenze, lavoro in giorni festivi e ferie non godute. Le preciso inoltre che ciò che conta in causa è la realtà effettiva dell’andamento del rapporto lavorativo tra le parti (se dimostrato) e che questo prevale rispetto al dato formale del contratto (si presume una forza contrattuale inferiore del lavoratore e la possibilità di provare l’effettività del rapporto a dispetto di quanto dedotto in contratto). Un consiglio può essere certamente quello di descrivere esattamente l’andamento del rapporto di lavoro ad un legale, far esaminare l’atto giudiziario ricevuto e farsi assistere e consigliare su quali basi economiche è possibile intavolare una trattativa per la definizione bonaria della questione con la controparte volta a chiudere anticipatamente la contesa. Con questi importi (€6000,00), per quanto non trascurabili, si sconsiglia sempre -se possibile -di proseguire una vertenza pesando molto nell’economia della causa le spese legali, il cui importo per ciascuna parte potrebbe avvicinarsi molto all’entità della ragione del contendere.

Avv. Andrea FucciArticolo scritto da Avv. Andrea Fucci (142 Posts)

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;


Avv. Andrea Fucci
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6 Commenti

  1. Gen.ssimo avv.to mia madre ha assunto una badante a ottobre del 2011 fino al 2016. A giugno 2018 mi è arrivato un ricorso al tribunale da svolgersi in data 27 settembre 2018, in cui si chiede un adeguamento di differenze retributive e contributive. Le chiedo: Il 2011, il 2012 e il 2013 sono caduti in prescrizione?. Grazie per la eventuale risposta. Distinti saluti

    • Il termine di prescrizione per gli stipendi è comunemente di 5 anni tuttavia, i detti terminim non possono farsi decorrere durante il rapporto di lavoro, ma solo a seguito di cessazione dello stesso. La Corte Costituzionale in alcune pronunce ha ritenuto che il lavoratore, per paura di essere licenziato, potrebbe essere indotto a non esercitare il proprio diritto in pendenza del rapporto, così che qualora la prescrizione si facesse decorrere durante il periodo di lavoro, con l’effetto che il lavoratore vi rinuncerebbe implicitamente.
      Quindi nessuno dei crediti in esame è, a mio avviso, prescritto.

  2. Buon giorno, la badante di mia mamma ha abbandonato il lavoro senza preavviso alle 18, è stata inquadrata cs 54 ore convivente, con lo stipendio previsto dal contratto, ha usufruito delle due ore, e le ore fatte in più le ha recuperate, mia mamma è caduta e sì è rotta il femore lei anziché chiamare il 118 l’ha spostata e poi ha
    chiamato il parente riferendo che non si lamentava. Adesso è arrivata la richiesta di pagarle le differenze delle spettanze, nella busta paga mensilmente le è stato pagato il rateo di 13 mensa e TFR, i giorni liberi li ha lavorati per sua scelta pagati in nero a noi faceva più comodo inserirli in busta paga lo stipendio sul conto bancario non riusciamo a capire quali potrebbero essere queste differenze che ci chiede. Noi possiamo chiedere i danni per tutto quello che ci ha creato dopo la caduta visto che lei era responsabile mia madre prima con il suo deambulatore era autonoma adesso no più. Grazie

    • Quanto al preavviso, salvo che non ci sia giusta causa, la badante doveva dare quello previsto dal contratto collettivo in base alla durata del rapporto di lavoro sino ad allora maturata. Con riguardo invece alle differenze retributive, a nulla vale il fatto che vi sia stato accordo per lavorare in nero, la lavoratrice avrà diritto su quelle ore a tutte le maggiorazioni di legge (laddove siano da computarsi come straordinari) sperando che dia almeno atto di aver ricevuto una parte per contanti. Per avere un’idea di quanto le verrà richiesto può richiedere una simulazione di conteggio sulla base delle ore effettivamente lavorate ad un consulente del lavoro o a uno studio di avvocato giuslavorista. Sulla possibilità di addebitare la responsabilità per l’infortunio dell’anziana occorrerà una prova rigorosa – di certo non semplice – che l’incidente o l’aggravamento delle condizioni sia il frutto di una condotta colposa negligente da parte della badante. Saluti

  3. Buonasera Avvocato, per favore mi serve un Suo cortese parere. Abbiamo assunto per 14 mesi una badante italiana (dopo un periodo di lavoro ad ore senza contratto) con contratto a parziale copertura (contratto C Super-non convivente ) base 8 ore settimanali integrato da straordinari (badante separata con figli grandi). Dall’inizio ci eravamo messi d’accordo su una somma forfait mensile (850 euro) a copertura della disponibilità di presenza notturna (in camera a parte) e diurna per alcune ore, essendo la badante impegnata (senza contratto) in altra assistenza a persona anziana in stabile prossimo a quello di mia madre assistita. Logico che la busta paga era integrata da un certo numero di straordinari e considerava mediamente attorno 58 ore lavorate al mese. In più, altrettanto in nero. Dopo 14 mesi, abbiamo dovuto trovare un’altra soluzione assistenziale (essendo mia madre 89enne ed incontinente bisfinterica) ed abbiamo interrotto il rapporto di lavoro (con preavviso di 8 gg. da regolare a parte, come previsto dal contratto se l’interruzione era immediata). La badante ha controfirmato la comunicazione senza problemi e tutto sembrava risolversi positivamente. Oltretutto, ho manifestato piena disponibilità a monetizzare le giornate di ferie non godute e i gg. di mancato preavviso in base all’importo effettivamente percepito ogni mese e TFR e quota 13a mensilità in base al contratto di lavoro. A 4 mesi di distanza, pochi gg. fa abbiamo ricevuto una raccomandata dove l’avvocato di parte chiede una somma di 13.000 euro in quanto la sua assistita lamenta di aver di fatto prestato servizio h24 in regime di convivenza, senza godere di riposi giornalieri o settimanali o di ferie (cosa non vera, in quanto abbiamo le prove/messaggi che la signora in questione lavorava giornalmente anche altrove e che comunque era assente diverse ore della giornata, oltre che in ferie (nel periodo) per complessive 4 settimane. Inoltre, settimanalmente, chiedeva giornate di riposo in numero di 1-2 per settimana per le quali non abbiamo mai manifestato nessuna contrarietà.). L’avvocato di parte ha chiesto pertanto il ricalcolo delle spettanze in considerazione delle pretese della sua assistita. Sottolineo che in famiglia (con mia moglie e due bimbi piccoli) sono solo io che lavoro e che non ho possibilità economiche tali da contrattualizzare dall’inizio un rapporto di lavoro tipo h24 (la mamma ha solo una pensione di reversibilità). La badante ha accettato dall’inizio la somma a forfait e, più volte, chiamata a manifestare eventuali problematiche, non ha mai espresso insoddisfazione ed è stata sempre trattata come un componente della famiglia (pur se abbiamo dovuto rilevare che – a parte il trattamento di mia madre – la casa era tenuta in condizioni pessime di pulizia; ma l’importante era il trattamento nei confronti di mia madre, ineccepibile). Siamo molto amareggiati, soprattutto perché le persone che vogliono presentarsi in maniera onesta e trasparente sono di fatto soggette a qualunque tipo di ritorsione economica . Rileggendo tutti i messaggi, capisco che un atteggiamento del genere è stato volutamente premeditato da tempo. Mi interessa conoscere quali punti di forza possiamo presentare alla controparte e a quali eventuali eccezioni dobbiamo stare attenti. Inoltre, trovando un punto di incontro extra giudiziale, a quali spese (oltre a quelle dell’accordo con la badante) dobbiamo prepararci? Chi paga il suo legale? La ringrazio in anticipo per la risposta che ci potrà dare prima possibile. Davide

    • Buongiorno Davide, ho letto con attenzione il suo commento e, vista la contezza di particolari e l’esigenza di elaborare una strategia per affrontare il caso concreto, più che un commento la reputo una vera e propria richiesta di consulenza legale. Per rispetto nei confronti degli altri utenti e del mio lavoro non posso renderla in questa sede, se crede però si ritenga libero di contattarmi in privato per un preventivo senza impegno (info@lexconsulenza.it). La richiesta stragiudiziale con relativi conteggi solitamente prelude alla vertenza dove, comunque, l’onere della prova circa le ore lavorate grava sulla lavoratrice. Se vuole evitare aggravi di costo dovuti a spese legali (quando è presentato il ricorso e fissata l’udienza questi incrementano) le suggerisco di rivolgersi ad un legale per una consulenza in proposito e magari per aprire una trattativa il prima possibile con il collega di controparte. In bocca al lupo.

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